Auto nuove, una su cinque va a corrente

5 ottobre 2020 upsa-agvs.ch – A settembre sono sbarcate in Svizzera e Liechtenstein 21’454 auto nuove, ovvero 2’765 unità (-11,4 percento) in meno rispetto al mese di confronto.


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pd. Dall’inizio dell’anno la crisi da coronavirus ha provocato una contrazione del mercato del 27,7 percento rispetto al 2019. Le propulsioni alternative, invece, se la passano bene. A settembre la loro quota di mercato è schizzata al 34,9 percento, di cui il 20,2 percento è rappresentato da elettriche e ibride plug-in. Una vettura su cinque immatricolata lo scorso mese va quindi a corrente e si ricarica tramite presa elettrica.

Per il mercato svizzero delle auto nuove, il 2020 è un anno di alti e bassi. Da un lato c’è il triste record delle 163’556 nuove immatricolazioni degli ultimi nove mesi. L’anno rischia così di diventare il peggiore dalla metà degli anni Settanta, quando la crisi petrolifera fece sprofondare la domanda di veicoli. Visti gli effetti persistenti della crisi da coronavirus, è quindi difficile credere che le 240’000 immatricolazioni previste da auto-suisse (dato che equivarrebbe a un -23 percento rispetto all’anno scorso) potranno essere raggiunte entro la fine del 2020. Dall’altro, le propulsioni alternative segnano un record dopo l’altro, specialmente in termini di quota di mercato. Dall’inizio dell’anno quella cumulata è infatti arrivata al 24,1 percento. Quasi un’auto nuova su quattro monta quindi una propulsione ibrida, elettrica, a gas o a celle a combustibile. Per rendere l’idea, basti pensare che nello stesso periodo dell’anno scorso detenevano solo l’11,6 percento.

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A settembre sono state vendute 1144 nuove Tesla (Model 3 nella foto), con un incremento del 37 percento.  Fonte: Tesla

Spopolano soprattutto le elettriche e le ibride plug-in, che a settembre hanno fatto registrare immatricolazioni senza precedenti, rispettivamente pari a 2’869 e 1’462 unità. In termini di quota di mercato, poi, beneficiano di un mercato totale più piccolo. Dall’inizio dell’anno le elettriche al 100 percento sono balzate a 11’169 vetture (+26,5 percento), passando così da una fetta di mercato del 3,9 al 6,8 percento nel giro di un anno. Ancora più evidente è lo scatto delle ibride plug-in. Nell’arco di nove mesi la loro quota di mercato è praticamente quintuplicata (dall’1,0 al 4,9 percento) a fronte di un incremento delle immatricolazioni del 238,3 percento. Le ibride nuove non ricaricabili dall’esterno vantano un 39,1 percento in più di immatricolazioni. La loro quota di mercato, invece, è praticamente raddoppiata nel giro di un anno, schizzando dal 6,3 al 12,0 percento.

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Christoph Wolnik, portavoce di auto-suisse Fonte: auto-suisse

«Se non ci fosse stata la crisi da coronavirus, quest’anno avremmo avuto molti più veicoli alternativi in Svizzera», spiega Christoph Wolnik, portavoce di auto-suisse. La chiusura di tante fabbriche durante il lockdown di marzo e aprile ha fatto ovviamente saltare tutte le previsioni. «Siamo felici della forte crescita delle propulsioni alternative. Ma è costata cara. Il prezzo è stato il crollo del mercato totale.» Per Wolnik, le ricadute economiche sul ramo svizzero dell’auto sono enormi. E chiude ricordando come, nonostante il boom delle alternative, incomba un giro di vite sulle sanzioni sul CO2 per il 2020, causa il lancio posticipato di molti nuovi modelli con motori non convenzionali.

Le cifre dettagliate per marca sono disponibili alla pagina www.auto.swiss.
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