Motorizzazioni alternative sempre in testa

3 novembre 2020 upsa-agvs.ch – Come previsto, a ottobre il mercato delle auto nuove in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein ha subito un’altra battuta d’arresto. 20 975 immatricolazioni significano un meno del 19,6%, ovvero 5128 auto nuove rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il declino del mercato diventa quindi più evidente, dopo le variazioni negative mensili tra l’11,3% e il 16,3% dallo scorso giugno.​


Fonte: Toyota

pd. In tutto il 2020 sono state immatricolate finora 184 531 autovetture nuove, con un calo del 26,9% ossia 67 882 veicoli in meno rispetto al 2019. I membri di auto-suisse hanno confermato la loro stima di 240 000 nuove immatricolazioni entro fine anno, anche se questa cifra non tiene conto degli ultimi sviluppi.

Questo ottobre è stato il peggiore sul mercato svizzero dell’automobile dal 2005. Il forte calo rispetto all’anno scorso è ancora più evidente a fronte dell’ottimo risultato di ottobre 2019 che, con 26 103 immatricolazioni, ha segnato un record rispetto agli anni precedenti. La recente battuta d’arresto può anche essere la prima conseguenza del rapido aumento dei casi di COVID-19 in un breve periodo. In tempi incerti, sia le aziende che i privati evitano di fare grossi investimenti, il che comprende anche gli acquisti di nuovi veicoli. «Se questo sviluppo continuerà fino a fine anno, la Svizzera e il Principato del Liechtenstein affronteranno l’anno automobilistico più nero dalla metà degli anni Settanta», afferma Christoph Wolnik, portavoce di auto-suisse.

Fonte: Auto-Schweiz

Le propulsioni alternative, invece, sviluppano positivamente la loro quota di mercato. Con il 31,8%, in ottobre quasi un’auto nuova su tre aveva un motore ibrido, elettrico, a gas o a celle a combustibile. Nel corso dell’anno fino ad oggi, la loro quota è esattamente del 25%, di cui quasi la metà (12,1%) riguarda modelli ricaricabili, cioè veicoli elettrici puri o ibridi plug-in. Pertanto, l’obiettivo «10/20» di auto-suisse per una quota di mercato del 10% di veicoli plug-in è stato praticamente raggiunto. «Siamo lieti del successo nel nostro obiettivo di ridurre ulteriormente le emissioni medie di CO2 delle flotte», sintetizza Christoph Wolnik. «Tuttavia, adesso predominano le preoccupazioni per la ripresa della pandemia. Il bene più grande ora è la salute dei nostri clienti e di tutti i collaboratori del settore svizzero dell’auto».
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