Motori a combustione: stop di Daimler a R&S

19 settembre 2019 upsa-agvs.ch – Il 2050 è ancora molto lontano. Eppure i centri di R&S dei grandi costruttori di auto stanno già gettando le basi per il futuro. Questo spiega perché anche Daimler, dopo VW, ha deciso di non puntare più sui motori a combustione.

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jas. L’obiettivo dell’UE di ridurre il CO2, gas serra nocivo per il clima, a partire dal 2021 è ambizioso ma non irrealistico. A questo proposito si accompagna un’idealizzazione dell’elettromobilità anziché un’imparzialità verso le tecnologie che garantisca il rispetto dei valori limite – proprio quell’imparzialità che la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva auspicato alla IAA. La propulsione elettrica a batteria viene postulata come la soluzione per antonomasia, il che fa passare sempre più in secondo piano il GNC, il biogas, i carburanti sintetici sostenibili e l’ottimizzazione dei motori a benzina e diesel.

È un peccato ma per certi versi anche comprensibile se ci si cala nei panni dei costruttori. In un contesto difficile come quello odierno, infatti, le case automobilistiche non possono più permettersi di puntare sulla ricerca e sullo sviluppo di tutte o più propulsioni. Una focalizzazione dei loro sforzi ne è la logica conseguenza. E in questa scommessa sul motore del futuro l’elettromobilità sembra essere quella più avvantaggiata, grazie anche alle linee guida politiche e agli incentivi di alcuni Stati.

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Di recente Michael Jost, Chief Strategy Officer di VW e a gennaio ospite alla «Giornata dei garagisti svizzeri» 2020, ha spiegato in modo obiettivo ai media perché la casa di Wolfsburg punta tutto sull’elettrificazione e per quali motivi il Gruppo dovrà bloccare la vendita dei motori a combustione a partire dal 2040: «Se vogliamo azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050 dobbiamo smettere di vendere veicoli convenzionali con circa dieci anni di anticipo, considerata la loro durata di vita. Sette anni prima di questa data sbarcherà sul mercato l’ultimo esemplare della specie. Se calcoliamo un anticipo di due generazioni, come si è soliti fare, l’ultima piattaforma per i motori a combustione nascerà nel 2026.» Il 2050 sembra ancora lontano ma le fondamenta per la mobilità – afferma Jost – vengono gettate sin da oggi.

Lo stratega di VW non è il solo a pensarla così. Anche Daimler ha deciso di concentrarsi sulla propulsione elettrica. In futuro la piccola Smart sarà infatti alimentata solo a energia elettrica. Mercedes, invece, ha appena dato una rinfrescata all’intera gamma di motori a combustione. Da ora Markus Schäfer, capo Sviluppo di Daimler, punta perciò solo sulle propulsioni elettriche e sulle batterie, come ha spiegato alla rivista specialistica «Auto, Motor und Sport». Lo sviluppo dei motori a combustione è stato bloccato, almeno per il momento. Schäfer fa sapere che i nuovi sei cilindri in linea, da poco montati sui modelli della classe E ed S e sui SUV Mercedes, continueranno ad essere costruiti per diversi anni. Il Gruppo potrà capitalizzare per un bel po’ il lavoro investito nel progetto. A detta di Schäfer, al momento non ci sarebbero piani per nuovi sviluppi. Ma non esclude che Daimer avvii di nuovo un ristudio dei motori a combustione.

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