«Vogliamo garantire la mobilità individuale»

29 ottobre 2019 agvs-upsa.ch – Michael Jost ha una visione chiara degli attuali sviluppi: in futuro la mobilità individuale sarà più cara, i costruttori comunicheranno in modo più diretto con i clienti e le dimensioni di un’azienda continueranno a contare. Il responsabile della strategia di prodotto del Gruppo di Wolfsburg e Chief Strategy Office di VW interverrà in veste di relatore alla prossima «Giornata dei garagisti svizzeri».

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kro. Signor Jost, qual è la sfida principale che Volkswagen sta affrontando?

È quella della digitalizzazione e dell’elettrificazione della nostra flotta. L’auto sta diventando uno «smart device», una specie di tablet su ruote. In futuro, le offerte si differenzieranno non tanto per la propulsione quanto per il software. Volkswagen è l’unica casa automobilistica a puntare in modo così sistematico sull’offensiva elettrica. Per riuscire nell’intento investiremo 30 miliardi di Euro nei prossimi cinque anni ed entro il 2028 lanceremo sul mercato più di 70 veicoli elettrici al 100 percento. In questo modo forniamo un contributo importante alla protezione del clima. Allo stesso tempo puntiamo a garantire la mobilità individuale – che vuol dire libertà.  

I costruttori si stanno trasformando – alcuni molto velocemente – in offerenti di servizi di mobilità. Con cosa farà o intende fare affari VW in futuro? E i concessionari?
Secondo alcuni studi, nel 2030 il 40 percento circa dei proventi totali del settore della mobilità proverrà da prestazioni e servizi digitali. Per questo stiamo costruendo il più grande ecosistema automobilistico al mondo con partner strategici come Microsoft. L’idea di fondo è fornire, nel lungo periodo, tutti i servizi che ruotano intorno all’auto direttamente al cliente. Con un’ID personale potrà essere seguito in modo personalizzato e 24 ore su 24. Si aggiungeranno nuovi servizi resi possibili dalla connettività, come quelli di ricarica e di calcolo per le auto elettriche, la gestione delle flotte e il car sharing, le applicazioni per l’e-commerce e molto altro ancora. Ciò vuol dire anche che in futuro comunicheremo in modo sempre più diretto con il cliente. Tutte queste idee, però, partono sempre dall’auto. E dalla constatazione che l’auto ha un possessore che acquista da noi o dai nostri partner commerciali. Il contatto personale resta di centrale importanza.

John Krafcik, CEO di Waymo, l’affiliata di Google che costruisce veicoli a guida autonoma, afferma di non curarsi più di tanto del timore delle case automobilistiche di essere degradate a meri «piegatori di lamiere» dalle aziende tech come Google. Per lui, i costruttori lo sono già. Cosa pensa quando sente affermazioni di questo genere?
Quando altre aziende formulano la loro vision calcando a volte un po’ la mano la prendo sportivamente. In sostanza il tutto si riduce a una constatazione importante: l’intero mercato della mobilità sta assumendo un nuovo assetto. Abbiamo a che fare non solo con i vecchi competitor ma anche con dei nuovi. Ma si vede anche con quali sfide stanno facendo i conti questi ultimi: è facile costruire piccole serie. Sviluppare un’auto per il mercato di massa, invece, non è poi tanto semplice come alcuni hanno pensato per molto tempo. Il nostro punto forte sta nelle nostre dimensioni, perché possiamo scalare rapidamente le nuove tecnologie. È vero che «No one is too big too fail». Ma nel futuro del ramo automobilistico continuerà a valere anche un’altra massima: «Size matters».

Cosa ha pensato quando la IAA è stata turbata, in modo anche pesante, da dei manifestanti?
Penso sia stata una buona idea che Volkswagen abbia affrontato il dialogo in modo mirato. Il nostro CEO Herbert Diess ha incontrato più volte la portavoce della rete d’azione «Sand im Getriebe» in occasione di dibattiti pubblici. Ma chi è pronto a scendere nell’arena del dibattito deve avere una posizione chiara: E noi ne abbiamo una: l’auto deve diventare più pulita e sicura. Faremo sì che ciò diventi realtà. Se però qualcuno pensa che l’auto debba essere eliminata, allora vuol dire che non si interessa né di clima né di sicurezza del traffico. È qualcuno che rifiuta il diritto alla proprietà e la libertà individuale. In questo caso non riusciremo a comporre i contrasti. .
 
 

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VW è il primo costruttore ad aver annunciato di voler azzerare le sue emissioni di CO2 entro il 2050. Come pensate di riuscirci?
Puntando sulla decarbonizzazione della produzione e dell’approvvigionamento e orientandoci interamente alla mobilità elettrica. Sulla strada che porta a una quasi totale neutralità carbonica entro il 2050 il gruppo Volkswagen ha stabilito tappe relative a tutti i settori che dovranno essere raggiunte nei prossimi anni. I provvedimenti fanno capo a tre principi: una riduzione efficace e durevole del CO2, il passaggio alle energie rinnovabili e la compensazione delle emissioni residue che non possono essere evitate.

Oggi le elettriche sono più costose delle loro omologhe a benzina o diesel. Secondo lei, tra due o tre anni non sarà più così. Perché?
Abbiamo appena presentato la ID.3, il primo modello di una nuova serie di elettriche al 100 percento chiamata ID. Sono tutte basate sulla nostra piattaforma modulare MEB. Ciò ci consente di offrire un’ampia varietà di modelli elettrici a ottimi prezzi. Se poi si considera che, tra carburante e manutenzione, i costi di un’elettrica sono notevolmente inferiori a quelli di un veicolo convenzionale i conti tornano già oggi. Inoltre non va dimenticato che i motori a combustione diventeranno più cari a causa delle nuove norme sui gas di scarico. Tra qualche anno, quando arriverà la Euro7, dovremo impiegare ulteriori materiali nelle propulsioni convenzionali, con costi compresi tra i 2000 e i 3000 Euro. A quel punto le elettriche dovrebbero raggiungere almeno la parità di costo d’acquisto con i motori a combustione. Nel complesso, però, i provvedimenti per il rispetto dei obiettivi futuri renderanno più costosa la mobilità individuale – questo è certo sin da ora.  

Sarà allora che vivremo il «tipping point», cioè il punto critico oltre il quale un fenomeno si diffonde rapidamente.
Questo punto è facile da definire. Lo si raggiunge quando la mobilità elettrica ha un valore d’uso non limitato ed è anche vantaggiosa dal punto di vista economico. Con la ID.3 e gli altri modelli della serie proponiamo auto che raggiungano proprio questo punto. Ciò che serve ora è un ulteriore e massiccio potenziamento dell’infrastruttura per la ricarica.

In Germania i rapporti tra costruttore e concessionario sono molto tesi al momento. Ciò vale sia per VW che per Audi. I commercianti si sentono sempre più tagliati fuori e in posizione subalterna. Cosa c’è che non va?
Non condivido questa opinione. Di vero c’è che sia i costruttori che i commercianti devono adeguarsi velocemente a un mercato in evoluzione. In questo senso abbiamo studiato, in stretta collaborazione con i nostri concessionari, un nuovo modello di distribuzione che sarà varato nella primavera del 2020. Il 99 percento dei nostri partner individuali del commercio e della manutenzione ha deciso di seguirci su questa strada. Non ci sono stati quasi contrasti – e ciò nonostante i cambiamenti radicali. Mi sembra invece che di problemi ce ne siano stati da altri costruttori. Noi abbiamo definito delle buone soluzioni che rafforzano il nostro canale di vendita. Ad esempio, stiamo lanciando insieme ai commercianti nuovi format distributivi come i city show-room, i pop-up store e la piattaforma online. Il concessionario può integrarli nelle attività della sua azienda a servizio completo. E inoltre lo rafforziamo nella sua responsabilità personale di imprenditore snellendo notevolmente gli standard. Non ci interessa più di tanto come venga eseguita una prestazione ma piuttosto che venga eseguita.

Iscrivetevi ora alla «Giornata dei garagisti svizzeri» 2020
Michael Jost interverrà al «Giornata dei garagisti svizzeri» 2020 il 14 gennaio 2020 al Kursaal di Berna. Ulteriori informazioni sugli altri oratori, il programma e il modulo di iscrizione sono disponibili all'indirizzo: https://www.agvs-upsa.ch/it/Giornata2020
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